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Il Palazzo Santoro nel cuore della città ne rispecchia in tutto la storia: percorrendolo dalle cantine ai piani superiori vi si trovano resti di mura dei terrazzamenti Sanniti che percorrevano la montagna da est ad ovest, sovrastrutture successive di epoche di diverse, miscelate a crolli. Nella muratura appaiono pezzi di legno tipico dell'opus longobardum, un modo di rinforzare la muratura discendente dai Vichinghi. Il vecchio "buiolo" medievale, con lo scarico nella fogna, inserito nella muratura portante ed il gabinetto pensile tipico dell'inizio del 1900. Nella corte spicca il pozzo rinascimentale tra gli antichi archi che resistettero ai bombardamenti del 1943, mentre la parte superiore fu completamente distrutta e ricostruita insieme a buona parte del primo e secondo piano. Il portale principale porta la data 1601. Pare che la famiglia Campanella vi abitasse sin dal 1400 e che avesse acquistato il palazzo dai Duchi Della Torre, feudatari di Bojano. Nel 1861 Teresa Campanella, figlia del Notar Arcangelo, sposò il capitano medico Luigi de Fabritiis, nativo d'Itri, vicino Gaeta, appartenente al corpo dei Bersaglieri dell'Esercito Piemontese. Dall'unione nacque Giovannina che andò in sposa a Vincenzo Santoro. Il figlio Mario Santoro, rimase orfano per la morte di parto della madre (18.02.1917) e del padre caduto a Mestre nel 1918 durante la Grande Guerra. La nonna Teresa donò al nipote Mario la casa di Bojano. Oggi il Palazzo è di proprietà di uno dei due figli di Mario: Vincenzo Maria Santoro, Notaio in Bologna. |
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